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ROMA: 2° Convegno Naz. Sui Bisogni Educativi degli alunni itineranti

(...continua) L’IIS “Bruno Munari”, situato geograficamente nel Distretto della Giostra di Bergantino e Castelmassa in provincia di Rovigo, da anni cerca di dare soluzione a questo problema avvalendosi dell’Educazione parentale. L’istituto è impegnato da anni in questa sperimentazione con l’obiettivo di andare incontro alle esigenze del territorio, in particolare per i figli delle famiglie degli spettacoli viaggianti. I proff. Marco Menabò e Maria Miletta, nei loro interventi, hanno portato le esperienze concrete, i successi e le difficoltà incontrate dall’Istituto e dagli studenti “itineranti”in questi anni di sperimentazione. Come funziona l’Educazione parentale? In sostanza lo Stato riconosce ai genitori la facoltà di provvedere in proprio all’educazione dei figli, a condizione che siano iscritti a scuola, ricevano l’autorizzazione dal dirigente scolastico e superino una prova di ammissione alla classe successiva, al termine di ogni anno scolastico. Per avere garanzie circa la “capacità tecnica o economica” dei genitori autorizzati, richiesta dalla legge, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa con una Cooperativa sociale, la NNT, che si avvale di educatori che seguono i ragazzi negli studi e curano il rapporto con le famiglie. L’intervento di Valeria Ravelli, in rappresentanza della cooperativa NNT, ha evidenziato il lavoro di supporto e di collaborazione con l’IIS di Catelmassa e con le sedi staccate IPSAA “Bellini” di Trecenta ed IPSIA “Enzo Bari” di Badia Polesine. Utile si è rivelato considerare i ragazzi come studenti BES – con bisogni educativi speciali – ciò ha permesso di personalizzare il loro piano di studi. Oltre ai circa 200 studenti del Munari, la cooperativa segue circa 1.500 inserimenti di studenti di luna park e circhi in tournèe in Italia e all’estero, nelle scuole elementari e medie. E’ seguito il saluto della Fondazione Migrantes – organismo della CEI che si occupa della pastorale di circo e luna park che partecipa al progetto – con gli interventi di don Mirko Dalla Torre e mons. Pier Giorgio Saviola. E’ intervenuto poi il dirigente scolastico Giuseppe Fusacchia che, su mandato del Ministero dell’Istruzione, ha elaborato proposte operative riguardo a questo problema e segue con attenzione questa sperimentazione per conto della Direzione generale. E’ necessario, ha riferito Fusacchia, poter indicare all’atto dell’iscrizione online dei ragazzi il fatto che siano dello spettacolo viaggiante, ad oggi non inserito nelle categorie censite dal sito ministeriale. L’essere alunni BES, per gli “itineranti”, determina altre conseguenze importanti, come la creazione di un fascicolo elettronico che riporterà il curriculum scolastico dello studente e sarà consultabile da qualsiasi istituto scolastico. La sperimentazione in atto, ha concluso Fusacchia, ha evidenziato la necessità di intervenire anche sull’educazione nella scuola primaria e nella scuola media, perché i ragazzi presentano forti lacune nella preparazione, difficilmente colmabili nel biennio della scuola superiore. Sono seguiti vari interventi da parte dei rappresentanti delle Associazioni di categoria e anche da qualche genitore degli alunni iscritti al Munari, che si sono detti entusiasti del progetto e hanno sottolinato l’importanza dell’istruzione quale strumento di crescita, non solo dal punto di vista imprenditoriale, ma anche dal punto di vista sociale e della cittadinanza dei loro figli.
Nell’ultima parte del convegno si è lasciato spazio alle domande dei presenti, interessante è stato l’intervento della prof.ssa Lara Verzola del Munari, che ha ricordato il fatto che tutto il lavoro dell’Ed. Parentale (creazione della piattaforma online, creazione del curricolo per ogni classe, contatti con gli studenti via web e qualche volta anche “di persona” nelle varie piazze d’Italia…) viene svolto dai docenti su base volontaria e grazie alla collaborazione di tutto l’istituto. I risultati, in termini di promozioni e bocciature, che sono andati via via migliorando, dimostrano che questa sperimentazione funziona e che lo Stato dovrebbe incentivare con mezzi e strumenti adatti a trasformare questa fase di sperimentazione in prassi consolidata. L’on. Patriarca concludendo i lavori, si è complimentato per l’esperienza dell’IIS Bruno Munari, anche in qualità di ex docente della scuola superiore, sostenendo che in questo convegno si è “parlato di scuola”, nelle sue implicazioni pratiche e tecniche, cosa che non sempre succede, soprattutto a livello istituzionale. Queste, ha concluso Patriarca, sono le cose che “rendono questo Paese molto bello” e ha salutato i presenti dando appuntamento ad un eventuale terzo convegno.
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